Addio a queste banconote: ecco quali sono state ritirate

E’ un’osservazione che raramente si fa specie se si tratta di banconote, che durano tra le nostre mani il tempo di dire ho prelevato. Ma i più attenti si saranno anche accorti di alcune variazioni che stanno avvenendo tra le stesse banconote che spesso ci ritroviamo a osservare molto velocemente. Infatti, alcune hanno cambiato design, mentre altre nemmeno si vedono più. Come mai tutto questo?

La questione è molto semplice: anche le banconote vanno in pensione! Eh sì, proprio questi rettangoli realizzati con carta speciale hanno la tendenza a lasciare spazio a nuove banconote oppure ad essere completamente ritirate perché la loro funzione in quanto ai pagamenti si è esaurita. E questo accade, quando si osservano anche i cambiamenti sul mercato.

Perché le banconote vengono ritirate?

Ritirare una banconota non significa che improvvisamente questa non sia più utilizzabile o valida. La scelta ricade sul potere che hanno le banche centrali, in particolar modo la BCE cui fanno capo tutte le altre banche centrali nazionali, che possono decidere di interrompere la produzione di una determinata banconota perché non assolve più al suo dovere.

Le motivazioni, ovviamente, non sono solo di tipo pratico, ma anche economico, perché produrre banconote a volontà vuol dire intanto spendere i soldi pubblici, sebbene le tecniche messe in essere sono sempre più tecnologiche ed evolute. Ma significa anche che bisogna pensare a controllare dalla contraffazione, dalla necessità di monitorare lo stato generale delle banconote in circolazione, per pensare, in caso, ad un’evoluzione del design. Insomma, solo pensieri che si possono evitare.

Quali banconote andranno in pensione

Partiamo con il dire che l’eliminazione delle banconote è qualcosa che gradualmente porterà alla scomparsa di tutto quello che oggi noi tocchiamo con mano: è intenzione di tutti i Paesi Membri dell’Eurozona andare a focalizzare l’attenzione sui pagamenti elettronici o per mezzo di carta di debito o di credito, riducendo di molto la produzione e quindi la circolazione di carta e di metallo, che vanno solo ad aumentare anche il livello di inquinamento nell’ambiente. A ciò uniamo anche le motivazioni sopradette e queste sono le banconote che non vedremo più:

  • 500 euro: sono banconote che dal 2018 non vengono più prodotte. E’ stata una decisione presa con la consapevolezza legata al loro grande valore nominale, che non permetteva di farle circolare come in un primo momento si era pensato
  • banconote con design superati: la BCE ha pensato di creare un nuovo design, relativo alla seconda SERIE EUROPA che oggi troviamo in circolazione, mentre la prima ormai è quasi praticamente scomparsa
  • banconote da danni visibili che non permettono ad esempio di individuare il codice identificativo che è quell’insieme di lettere e numeri che si trovano sulla destra o sulla sinistra, in alto, della banconota, e che permette di individuare luogo di emissione e anche il numero della tiratura

Oggi, non possiamo ancora dire per certo, quando le banconote scompariranno del tutto dallo scenario economico, legato ai pagamenti. Ma sappiamo che notevoli passi avanti si stanno facendo per ridurre al minimo l’impatto che hanno sull’ambiente. E’ chiaro che si vogliano ancora tanti sforzi per tutti si concretizzi, ma i passi avanti lasciano presagire qualcosa di positivo per il prossimo futuro.

Dire addio a certe banconote non è poi così terribile: è vero che nel giro di poco quelle che sono ritirate non si vedranno più, ma potrebbero comunque per acquisire un nuovo scopo, quello legato al mondo del collezionismo, che, diciamolo, ci permetterebbe pure di guadagnare di più, considerato che la maggior parte degli appassionati si avvicina alla collezione delle banconote soprattutto per vendere pezzi unici e trarne grossi vantaggi economici.

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