Chi ha terreni incolti può eseguire alcuni lavori per renderli produttivi, condizione che può essere migliorativa e facilitata da alcune azioni particolari, in un contesto storico che privilegia ed anzi avvantaggia la riqualificazione e la rivalutazione delle aree di terreno anche completamente non utilizzate , questo può essere riutilizzato facendo lavori specifici.
Non è necessaria una preparazione vera e propria, quanto piuttosto agire in modo mirato e progressivo, andando a valutare lo stato ma anche la possibilità di un terreno incolto, che può essere riadattato a nuova coltivazione ma anche adibito a contesto ricreativo, sportivo e non solo. Di recente molti hanno ottenuto grandi risultati in altri settori partendo dall’improduttività di un terreno.
Cosa significa “terreno incolto”
La definizione di terreno incolto è praticamente sovrapponbile a quella di inutilizzato, abbastanza a lungo da non essere effettivamente utile a nessun impiego. Questa è una situazione sempre più comune soprattutto in zone limitrofe ai centri urbani, spesso per motivazioni economiche. Ma anche se abbiamo noi stessi un piccolo terreno inutilizzato possiamo rivalutarlo.
Iniziando dalle operazioni preliminari ossia facendo una valutazione, spesso i terreni incolti presentano erba alta, la presenza di erbacce ma anche rifiuti ed altri “scarti” vari. Dopodichè una volta compreso lo stato dobbiamo armarci di guanti e protezioni per il volto ed eliminare tutto ciò che è troppo grande, dai massi ai rifiuti, tagliando poi successivamente anche le erbacce (se queste sono troppo evidenti e folte possiamo usare un diserbante).
Lavori da eseguire
Una volta effettuato tutto questo, è utile, soprattutto se la nostra idea è coltivare piante o piantarle direttamente effettuare un lavoro intenso di vangatura e zappettatura, che serve a liberare il terreno da eventuali radici ed altri elementi ma anche ad ossigenare il terreno sottostante, condizione che migliora la fertilità e l’agibilità.
- Concimare quindi nutrire il nostro terreno, utilizzando gli scarti che magari abbiamo mantenuto di erbacce ed elementi infestanti oppure il letame animale
- Naturalmente a seconda dell’esposizione e delle nostre intenzioni possiamo scegliere se seminare oppure se piantare vegetali già parzialmente cresciuti
Un terreno “ordinato” già ha un valore maggiore in termini di valutazione, ma possiamo concepire varie idee se è abbastanza vasto e curato. Possiamo ad esempio dedicarci alla fungicultura, ossia la coltivazione controllata di funghi per scopi alimentari ma anche cosmetici oppure dedicarci a piante dalla resa importante come ad esempio l’aloe vera.
Per scopi cosmetici possiamo anche scegliere piante di lavanda, bacche di goji, o zafferano, quest’ultima richiede della cura mediamente più elevata ma ripaga con una resa importante in termini economici essendo molto ricercato. Se la nostra area si trova in una zona adatta possiamo dedicarci anche all’apicoltura o all’allevamento di lumache.