Vecchie banconote da 500 lire: ecco quanto valgono oggi

Non solo monete ma anche banconote da 500 lire hanno costituito lungamente un vero e proprio panorama dapprima pratico e poi collezionistico all’interno del nostro paese, condizione che porta ancora oggi tantissimi appassionati a legarsi in modo particolare al vecchio conio italiano, magari proprio in relazione alle banconote “dimenticate” rispetto a tante altre.

Le 500 lire infatti hanno avuto un certo peso sia sotto il punto di vista di banconote vere e proprie ma anche come un buono di stato, in particolare nella seconda metà del 20° secolo. Le 500 lire cartacee sono state numerose, in tante varianti, ed in alcuni casi possono valere davvero parecchio. Quali sono quelle effettivamente più interessanti?

500 lire cartacee

Le prime 500 lire di carta risalgono agli ultimi anni del 19° secolo, ed avevano dimensioni ma anche valore decisamente importante, sviluppate per la prima volta sotto il regno del primo re d’Italia, Vittorio Emanuele II. Le prime banconote di tale valore sviluppate dalla Banca d’Italia, note come Barbetti dal nome del suo incisore, questa versione è stata utilizzata fino al 2° dopoguerra.

Dal 1947 è stata diffusa la versione Italia Ornata di spighe, con il volto della dea Cerere e dimensioni generali più ridotte rispetto alle precedenti, questa versione è stata utilizzata fino agli anni del boom economico, protrattosi oltre i primi anni 60 del Novecento. Il deprezzamento della lira ha portato una svalutazione anche della 500 lire.

Valore

Le versioni successive infatti sono stati identificati in due esemplari, ma non banconote, bensì biglietti di stato, di piccole dimensioni e due modelli diversi, uno conosciuto come Aretusa e Mercurio, stampato fino alla fine degli anni 70. Ma quanto possono valere? Proviamo ad esaminare nel dettaglio tutti i pezzi evidenziati poco sopra.

  • Le primissime banconote, quelle di fine Ottocento se in condizioni buone valgono da circa 200 euro fino a oltre 3000 euro fino a 5000 euro se in fior di Stampa
  • Le versioni Italia ornata di spighe, e quella con la grande C (dalla scritta “Cinquecento”) possono avere un ottimo valore tra i 500 euro fino a oltre 3500 euro per i pezzi fino al 1950

Molto influenti sono infatti sia gli anni che i termini di condizione, le versioni con la grande C, sono infatti stati in circolazione per più di mezzo secolo, ed il loro valore è molto variabile, essendo difficile trovare pezzi poco usurati. Un esemplare degli anni 40 e 50 può valere da qualche decina di euro fino a migliaia di euro.

Meno interessanti i biglietti di banca realizzati come detto nelle ultime fasi, tra gli anni 60 e 70, i modelli Aretusa e Mercurio valgono da circa 20 – 30 euro fino a 400 euro se in condizioni davvero eccellenti. La maggior parte delle 500 lire di queste due tipologie comunque data la loro piccola dimensione ed ampia usabilità non superano il centinaio di euro.

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